2 Giugno 2009
LAVATRICE….A CARICA DALL’ALTO!!!
Posted by Blog Admin under Primo piano | Tag: alto, carica, lavatrice, tlha, verticale |[2] Commenti
Io, che qui ci sono arrivato e da qui riparto con un’avventura che non so se e quando avrà fine, che l’oblò dovrei erigerlo a monumento, rinnego i miei passi e dico che non vorrei nessuno mai più veder vivere la stessa esperienza e dunque non smetterò di predicare fino all’ultimo A CARICA DALL’ALTO! Ma maturata una certa conoscenza tecnica mi permetto di aggiungere degli argomenti che non siano solo l’emozione dell’esperienza personale a questa mia piccola grande guerra.
La carica superiore presenta dei vantaggi
pratici rispetto alla carica frontale che di seguito si spiegano:
- Il caricamento dalla parte superiore della lavatrice della biancheria permette all’utente
di assumere, per il tempo necessario all’operazione, una posizione che non ne compromette
l’ergonomia, sia dal punto di vista dell’azione dell’inserire i capi all’interno del
cestello (per caduta) sia durante la fase di programmazione in quanto i modelli a carica
dall’alto hanno nella stragrande maggioranza dei casi i comandi posti sulla parte superiore
dell’apparecchio dunque in una posizione più visibile e soprattutto più sicura (non accessibile ad esempio da bambini!).
In queste due tavole di presentazione (avete ragione sono molto confuse e non si capisce niente! Un piccolo sforzo però e non sono molto complicate) si vede perfettamente al centro la sagoma dell’utente intento a caricare la macchina:è evidente come la posizione eretta nel caso di caricamento verticale (immagine di destra) sia preferibile rispetto all’altra (immagine di sinistra)…in ginocchio intento a spingere il suo bucato attraverso l’oblò!

Non ho mai visto nessuna donna/uomo caricare la lavatrice a gambe piegate e schiena retta di fronte all’oblò, ma peggio la più pratica (e pericolosa) posizione e quella che con un braccio ti appoggi sul bordo superiore del cruscotto per farti forza con quell’altro usato a spingere dentro la roba essendo così non solo flesso in avanti ma pure "torto".
E aggiungo pure il video di confronto tra le due tipologie creato per il lancio di una lavatrice della Dyson, chiamata Reason washing machine.
http://www.youtube.com/watch?v=YEjZJ-DgSIw
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Quanti poi hanno deciso di tagliare la testa al toro e prendere quelle "torri" alte più di un metro che sono lavatrici normali montate sul cassetto per metterci i detersivi!? Che se non ti devi piegare per i panni poi…. ti devi piegar per i detersivi!!!
- Il cestello a caricamento superiore ha due fondi, che ruotano in modo coassiale durante il lavaggio, mentre il cestello a carica frontale ha un solo fondo in quanto dalla parte opposta è presente l’apertura dell’oblò: questa particolarità permette al bucato nel cestello a carica dall’alto di non attorcigliarsi e di essere lavato dunque in modo più efficace; inoltre in caso di capi voluminosi come lenzuola o tovaglie questi non raccoglieranno tutto il bucato in un fagotto come invece accadrebbe nelle normali lavatrici con oblò.
Vero è per altro che oggi l’asse inclinato e cestelli più profondi evitano questo incidente anche nelle carica frontale ma comunque non assicurano la stessa simmetrica azione lavante. Per fare un confronto terra-terra, se assimiliamo i due fondi della carica dall’alto alle due mani che lavano ecco che nella carica frontale equivale a lavare con una mano sola!
- La vasca di una lavatrice a carica dall’alto ha il cestello ancorato da entrambe le parti. Questo permette un migliore controllo del punto critico della centrifuga rispetto ai cestelli "a sbalzo". Non si può fare un cofronto sulla robustezza e la stabilità in quanto sono caratteristiche dettate dalla progettezione e dalla costruzione indipendentemente dalla tipologia di apparecchio, tuttavia vi segnalo a tal proposito un link interessante
http://www.skf.com/portal/skf/home/industries?contentId=0.000336.681998.681999.682008.682010
E questa è l’immagine che spiega come togliendo l’oblò il cestello sia perfettamente simmetrico e bilanciato!
Immagine SFKIndustries
- L’assenza dell’oblò permette una maggiore sicurezza in quanto, non esistono pareti calde a contatto con l’esterno; inoltre nonostante siano però necessari più livelli di apertura, non sono indispensabili guarnizioni di tenuta che leghino il gruppo vasca alla carrozzeria (tapparella),come in questo tipo dilavatrice


Ed ecco il funzionamento dove si può vedere che la tapparella scorrevole permette di tenere la vasca aperta e dunque evitare la formazione di muffa tipica delle guarnizioni in gomma (specialmente delle carica dall’alto), ma in questo caso di poter allo stesso tempo chiudere la lavatrice con lo sportello superiore mantendo l’ambiente molto più "ordinato".
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Si rende così la lavatrice più silenziosa e più sicura e meno soggetta al rischio di rotture o guasto della guarnizione stessa.
Esiste la possiblità del doppio "vetro" sugli oblò ma comunque si tratta di applicare materiali inevitabilmente più fragili a contatto con la soluzione lavante (calore, alcalinità).
- Il cestello a caricamento verticale viene chiuso completamente durante il ciclo, mentre invece rimane nel cestello a circa frontale una seppur piccola fessura tra cestello e vasca dove quest’ultima convenzionalmente viene ancorata per mezzo della caratteristica guarnizione di gomma alla carrozzeria: il vantaggio è nel minor rischio di fuoriuscite accidentali di capi che finirebbero nei manicotti di scarico arrecando seri danni alla
macchina (tipico caso della lavatrice che mangia il calzino); nella carica dall’alto persiste comunque il rischio che qualche oggetto cada accidentalmente tra cestello e vasca essendo questa aperta quando è aperto lo portello superiore della macchina, ma negli tessi libretti di istruzione delle moderne apparecchiature è presente una procedura guidata alla portata dell’utente (e non del manutentore) per poter rimediare all’accaduto, come invece non è per le carica frontale, specialmente se sprovviste di filtro alla pompa di scarico.
- Per quanto riguarda la convenzionale apertura sventola degli sportellini del cestello, sono state recentemente applicate soluzioni tecniche
che ne garantiscono una maggiore sicurezza (rivestimento plastico per profili metallici), come pure sistemi di apertura che non ne rendano
pericoloso lo scatto della molla (apertura soft) o che ne assicurino il ritorno in posizione di carico alla fine del ciclo (riposizionamento automatico). Quest’ultima funzione sarebbe molto più utile durante il lavaggio (magari nei 2 minuti di tempo dello sblocco serratura) quando si dovesse rendere necessaria l’apertura del cestello per aggiungere altri capi (possibilità molto evidenziata in questa tipologia di apparecchi) evitando così di trovare il cestello oltre che caldo piuttosto pesante per via del carico bagnato e dell’acqua in vasca; risulta invece inutile alla fine del lavaggio quando la biancheria è già stata centrifugata…. magari a 1800 giri!!
- Argomentazione del calzino che stinge. Anche quando si fosse dimenticato qualcosa che stinge nel bucato, sicuramente non sarà visibile nei prmi momenti del lavaggio (se lo si è dimenticato è perchè magari si è "nascosto"!), dunque prima che la lavatrice ci possa mostrare il disastro dall’oblò avrà tutto il tempo di (scaldando l’acqua) combinarlo fino a quando sarà già troppo tardi per rimediare. Non c’è alcun dato oggettivo poi che dimostri che chi ha una lavatrice carica dall’alto sia più soggetto a stingimenti rispetto a chi ha una lavatrice a carica frontale, piuttosto non esistendo la possibilità di "vedere" si dovrebbe essere più invogliati a…fare attenzione!
Ma anche in una carica dall’alto la "stingitura" è visibile, progettando i coperchio trasparenti (senza necessità di doverli aprire come in questo caso)… si vedrebbe tranquillamente il disastro!! Qui c’è solo un tappeto rosso
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- Argomentazione del carico bagnato. A chi fa questa obiezione mi verrebbe da chiedere: quanti carichi "bgnati", dunque per capi lavati con cicli che finiscono in atipiega, si eseguono su 10 lavaggi?! Sicuramente molto pochi! E allora perchè rinunciare alla comodotià della maggior parte dei carichi "asciutti" per quelle poche volte di carichi "bagnati"?! Oggi poi con le Supercentrifughe è veramente pochissima la biancheria che si stende "gocciolante". Far cadere poi i capi bagnati fuori dalloblò implica inevitabilmente lo sgocciolamento lungo il fronte della lavatrice (e visto che non sono smaltate sono pure a rischio di arrugginirsi!!) e sul pavimento, cosa perfettamente evitabile nella carica dall’alto se i capi estratti vengono lì stesso spremuti a mano.
Io non ho ancora trovato nessuno motivo "tecnico" (meglio, uno ce l’avrei ma non lo dico) che giustifichi l’esistenza dell’oblò se non il capriccio di molti e di chi vuole continuare ad osannare l’innovazione producendo lavatrici su un’archetipo che si basa su un brevetto di più di 70 anni fa!!!

PS: non si ferma nessuno lì a guardare… a parte i lavatricisti
Ma anche nelle carica dall’alto c’è la possibilità di "vedere", almeno il movimento come ad esempio in questa lavatrice qui, che se avesse anche la tapparella trasparente sarebbe il massimo.
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In Francia comunque le carica dall’alto hanno sempre avuto il vetro sopra…
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Ed ecco come sarebbe la lavatrice di prima se anche lo scorrevole fosse ….. trasparente!!!
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5 Giugno 2009 at 11:44
Tutto perfettamente giusto, ma devi tener conto che l acquisto di una lavatrice e’ molto vincolato dallo spazio a disposizione nelle casa…. non sempre dunque puo’ esser utile acquistare una carica dall’alto, e questo si accentua soprattutto per due motivi
1° se la macchina deve esser collocata sotto un ripiano o sotto scaffali;
2° se la profondita’ a disposizione e’ poca(come ad esempio nel bagno della mia casa al mare)collocare una carica dall alto e’ praticamete orribile, perche’ dovrebbe esser messa a parete come una carica frontale, ma entrando si vedrebbe la parte dietro e tutti i tubi……….
3° c e’ da ammettereche comunque le operazioni di carico e scarico sono molto piu’ veloci con una ke ha l oblo’ anziche’ una carica dall alto!!!
Poi per il resto, ovviamente hai ragione tu… sempre se per carica dall alto prendimo in esempio la multiprogram o la super
le altre sono comunque rumorose,poco stabili e poco pratiche(soprattutto per cio che concerne l aggiunta di eventuale adittivi durante le fasi di lavaggio
6 Giugno 2009 at 15:44
Ciao Ale, grazie per aver risposto e replico subito dicendoti che non parlo affatto delle carica dall’alto di oggi, ma della possibilità di riproporre proprio quelle da 60! Poi ti rispondo che:
1: se parli di volume esterno, credo che una lavatrice carica dall’alto aperta occupi meno spazio di una frontale, se poi aggiungi l’utente e il suo spazio d’azione allora sono quasi sicuro che sia così. Lo spazio che occuperebbe una con il cassetto (inteso come recuperatore di spazio) ha un volume identico ad una carica dall’alto aperta, perchè sono sufficienti sopra non più di 35-40cm praticamente la stessa altezza del cassetto.
2: Idem come sopra, le “strette” sono di nicchia ovviamente per chi ha problemi di spazio in larghezza (effettivamente pochi), perchè molto spesso il problema è la profondità, infatti i modelli frontali hanno diverse misure in quella dimensione. Una carica dall’alto da 60 dovrebbe soddisfare con più modelli diverse profondità con diverso carico esattamente come fanno le frontali, e sarebbe una lavatrice sicuramente molto più “goodlooking” di una stretta di traverso!!!
3: sul discorso dei diversi livelli di apertura purtroppo c’è molto da lavorare (e da dire!). Certo che una frontale che aperto l’oblò che ti fa subito tirare fuori il bucato non compete con una dall’alto che devi aprire-ruotare-tirare-ecc. prima di poterla svuotare. Per contro però più sono i livelli di apertura e più quelli di chiusura che io leggereri però in chiave di “sicurezza”.
Certo che il riferimento sono queste mitiche IGNIS, soprattutto per le vaschette del detersivo pienamente accessibili in qualunque momento del lavaggio cosa che so ti sta molto a cuore